Dai, festeggiamo. Ma cosa?

27 Marzo 2016. “Santa” Pasqua. Uova e sorprese da scartare, campane che suonano a festa ovunque, tavole imbandite e famiglie riunite attorno ad esse; sorrisi e risate a fare da contorno alle solite trecento portate che vanno mandate giù (se no le nonne e le mamme chi le sente?). Solitamente adoro e mi godo le giornate come questa: le giornate di festa, di unione, quelle giornate fatte per stare buttati sul divano a ridere, mangiare e non pensare ad altro.

Tuttavia quest’anno è un po’ diverso. Mi sto sforzando, ci sto provando, ma per adesso non ho ancora trovato un motivo valido per essere contento, non dopo una settimana come quella appena passata, dopo questi giorni che puzzano di morte, sanno di lacrime, di sogni infranti e vite spezzate. Giorni in cui sono stato travolto da un senso di tristezza mista a rabbia: dentro di me ho pianto e gridato arrabbiato; ma fuori sono rimasto paralizzato, sentendomi troppo inerme e impotente. Ed è questa, secondo me, la cosa peggiore. Gira e rigira, dal più forte e coraggioso di noi al più fragile e vulnerabile, cosa siamo e cosa possiamo di fronte a tragici avvenimenti come quello dell’autobus uscito fuori strada in Spagna, o ad attentati terroristici come quelli di Istambul e Bruxelles? Siamo piccolissimi, nullità. Sono cose che fuggono da qualsiasi logica, non contemplate da nessun ragionamento razionale, filosofico o spirituale.

Non riesco ad essere contento, se penso a chi pochi giorni fa è morta al rientro da una serata esaltante, mentre era in Erasmus, durante un’esperienza che doveva essere tra le più belle della sua vita. Non è accettabile il pensiero di morire così: sei all’estero, fai quello che ti piace, la primavera è alle porte e sei nel pieno della “Primavera” della tua vita. Poi boom, tutto finito, è arrivato un gelo che ha poco a che fare con il tuo sbocciare, un gelo che spegne il tuo sorriso per sempre. No, così non vale. Quante cose c’erano ancora da fare, da dire, amori da confessare, baci da dare? Tutto perso, sul ciglio di un’autostrada sperduta del mondo.

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“Si prega in un silenzio doloroso, si cercano risposte”

Come gioire, se penso a una coppia in fila in aeroporto, pronta a partire per un sogno – un viaggio d’amore tanto atteso e voluto – che è esploso, insieme alle vetrate di Zaventem. O a quei turisti che giravano tranquilli per Beyoglu o per Sultanahmet, a Istanbul, e che sono saltati in aria senza nemmeno accorgersi di cosa stesse succedendo. Pensateci: uno si sveglia la mattina, prova ad affrontare tutte le solite rotture quotidiane con tenacia, buona volontà. E poi niente, arriva chi decide di spazzarti via tutto; sogni ed esistenze che si spezzano e disintegrano come la carne di chi è stato investito dalla follia omicida dei soliti terroristi. E noi oggi passiamo il tempo a sbuffare perché boh, l’arrosto non ci aggrada più di tanto?

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La foto-simbolo degli attentati del 22 Marzo, a Bruxelles

Davvero, seriamente. Non vorrei essere pesante, ma se ogni mattina dovessi pensare a tutte queste cose comincerei a non uscire più di casa. Che motivi ci restano per andare avanti? Per festeggiare? Che cosa può farci andare oltre? Ma sopratutto, come posso affrontare questo pranzo pasquale senza sembrare uno che è stato condannato alla ghigliottina? :/

Ecco, dopo un discreto viaggio mentale, forse ho trovato un motivo valido per essere contenti e gioire ANCHE di fronte a questi avvenimenti. Ho infatti una convinzione che si rafforza ogni qualvolta accadono queste cose. Dopo che passa la rabbia e la tristezza, dopo che passa quel senso di impotenza e rassegnazione, si fa spazio la consapevolezza di esserci, la voglia di voler lottare e di non volere sprecare nemmeno un attimo di questa vita così imprevedibile e travolgente, in tutti i sensi. Oggi ci siamo, domani non più. E questa non è solo una frase fatta da inserire in mezzo a discorsi esistenziali che si fanno aspettando dal medico, quei discorsi che non si sanno mai mandare avanti, o chiudere del tutto. Questa è la realtà – cruda, forse spaventosa – ma vera. Quindi dico a me stesso, e a voi: viviamo, amiamo, ridiamo e non abbiamo paura di essere felici o di rischiare tutto nel tentativo di esserlo. Gioiamo oggi, gioiamo sempre, anche per chi non può più farlo – anzi, tenendo proprio a mente quelle vite e quei sogni prematuramente stroncati. Scartiamo la vita con quella foga con cui oggi scarteremo le uova di cioccolato e ci abbufferemo, senza vergogna, fregandocene di tutto e tutti. E non facciamoci paralizzare dalla paura; viviamo sì consapevoli, ma liberi, non immobilizzati dal panico: vivere così sarebbe come morire.

Quindi, alla domanda: “Che motivi abbiamo, oggi, per festeggiare?” adesso, IO, risponderei:

oggi, domani, sempre: festeggiamo LA VITA, vivendo

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L’alba di un nuovo giorno – Sardegna

E questo è anche l’augurio che vi faccio: festeggiate, vivendo, la vostra vita (a partire da oggi :P) !

Buona Pasqua 😉

SS

 

 

 

“Prova di presentazione”

Salve, mi chiamo Salvatore, ho 21 anni, studio…” no no, wait. Sembro un Alcolista Anonimo che prende parola durante la sua prima seduta. Ma dovevo aspettarmelo, sono pessimo quando si tratta di presentazioni.

Riproviamo.

Allora, partiamo con un bel CIAO. Molto più informale, distendente. D’altronde sono solo un “ragazzino” di 21 anni, dovrei evitare di darmi troppo un tono. E sono qui proprio per questo: rilassarmi, distendermi, districare il groviglio di pensieri che si attorcigliano nella mia mente. Qui per dar voce a quelle cose che cerco di mettere a tacere, nel goffo tentativo di “darmi un tono” e andare avanti imperturbabile.

Ecco perché ho chiamato questo spazio “ChaoSORder”. Con un gioco di parole che racchiude il mio cognome, ho unito insieme Ordine e Caos, perché qui voglio provare a trovare un ordine al mio caos, oppure, a trovare un caos nel mio ordine. Lo farò in modo semplice: scrivendo tutto quello che mi passa per la mente, condividendo esperienze, pareri, spaziando dalle cose più frivole ai pesantissimi discorsi sui quali giusto ogni tanto (quasi sempre) passo le nottate a scervellarmi. Insomma: vi sto proponendo un bel giro sulle montagne russe del mio Io. Cercate di apprezzarlo, anzi, ritenevi proprio fortunati 😉

Mi pare di aver detto abbastanza, per ora; però ecco, un ultima cosa…voglio rassicurarvi: col tempo diventerò anche simpatico 😀 adesso sono giusto un po’ emozionato, impacciato, suvvia! Ve l’ho detto che sono pessimo nel presentarmi …se no, facciamo che questa era una prova??

SS